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Aprire partita iva giardiniere

Aprire partita iva giardiniere

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Aprire partita iva giardiniere: cosa fare?

Il giardinaggio è un attività molto antica. Possiamo anzi definirla un arte. I primi giardini nascevano già all’ombra delle Piramidi prima del 3000 A.c. .

E’ tutt’ora un mestiere che persiste e grazie alla tecnologia diventa sempre più specializzato.

Fare il giardiniere richiede sicuramente una prestanza fisica ed una resistenza non da poco, diciamo che non è fatto per non gli piace stare all’aria aperta.

Tuttavia i muscoli non sono tutto: sono richieste doti di precisione conoscenza della botanica. Questi requisiti sono acquisibili mediante dei corsi specializzati offerti da numerosi istituti tecnici, come le scuole agrarie.

Aprire partita iva giardiniere: requisiti

Da qualche anno a questa parte, per fare il giardiniere non basta più aprire la partita iva e iscriversi in camera di commercio, ma bisogna avere dei determinati requisiti tecnici.

L’art. 12 della legge 154/2016 ha previsto che l’attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato affidata a terzi può essere esercitata da coloro che sono iscritti al R.U.P. o da coloro che hanno conseguito un attestato di idoneità che accerti il possesso di adeguate competenze.

Iscrizione al RUP (registro ufficiale dei produttori)

Le aziende che producono o commercializzano i vegetali e i prodotti vegetali dell’allegato V, parte A o importano i vegetali e i prodotti vegetali dell’allegato V, parte B, devono iscriversi al RUP, ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 214/2005.

Il RUP è gestito dalle Regioni, pertanto ogni amminsitrazione avrà la sua procedura.

Conseguimento dell’attestato di idoneità

Se non ci si vuole iscrivere al RUP, bisogna in ogni caso conseguire l’attestato di idoneità.

Detta procedura di abilitazione è anch’essa gestita dalle Regioni. Tuttavia abbiamo verificato tra le fonti del presenti sul sito della Camera di Commercio e non tutte le Regioni sono “pronte” ad oggi a rilasciare questo attestato.

Abbiamo preso a campione al Camera di Commercio di Torino, nella quale sezione dedicata spiega:

Preso atto che i corsi finalizzati all’acquisizione dell’attestato di cui sopra non sono ancora attualmente stati istituiti, la C.R.A. Regione Piemonte, con delibera n. 22/2017 del 12/10/2017,  ha disposto di consentire l’iscrizione delle imprese prive di tale requisito professionale nella sezione speciale artigiana del Registro Imprese, previa sottoscrizione di apposita dichiarazione di impegno, con cui la ditta istante si impegna a frequentare tali corsi, non appena essi verranno attivati.

Di conseguenza, la C.C.I.A.A. iscriverà la ditta interessata, dando evidenza in visura della dichiarazione di impegno presentata.

Pertanto ad oggi, in Piemonte è sufficiente allegare un autocertificazione dichiarando l’impegno a presentarsi al corso.

Raccomandiamo ai lettori di altre Regioni di verificare sul sito della camera di commercio, i requisiti da espletare al momento dall’iscrizione.

Aprire partita iva giardiniere: la procedura

Una volta determinati i requisiti ed ottenuti i vari moduli che certifichino l’idoneità della professione si può procedere all’apertura della partita iva.

Giardiniere e prestazione occasionale: no grazie

Sconsigliamo fin da subito lo svolgimento della professione sotto forma di prestazione occasionale, in quanto l’attività di giardiniere presuppone una costanza e una continuità non indifferente. Requisito che collide inevitabilmente con la prestazione occasionale.

Aprire la partita iva: il codice ATECO

Aprire la partita iva per il giardiniere è un operazione piuttosto semplice e gratuita.

E’ sufficiente compilare il modello AA9/12, in tutti i suoi campi e spedirlo all’Agenzia delle Entrate.

Nel modello va inserito il codice attività, o codice ATECO. Per il giardiniere è il 81.30.00.

Una volta compilato il modello, va spedito o portandolo direttamente in Agenzia delle Entrate, o inviandolo telematicamente attraverso un intermediario abilitato (commercialista o tributarista).

Giardiniere: iscrizione alla CCIAA, INPS ed INAIL

Avuto il numero di partita iva bisogna seguire una serie di adempimenti paralleli per poter iniziare l’ attività.

  • PEC: per prima cosa è obbligatorio avere una PEC (posta elettronica certificata) dove gli enti potranno notificare gli atti;
  • Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio: una volta avuta la PEC, si può procedere all’iscrizione in CCIAA. Il giardiniere rientra nelle attività artigiane pertanto dovrà essere iscritto nell’Albo Artigiani (AA). La procedura di iscrizione richiederà di allegare alla pratica tutti i documenti relativi ai requisiti visti prima ;
  • Parallelamente va fatta l’iscrizione alla sezione Artigiani e Commercianti (AC) dell’INPS, per il versamento dei contributi. L’artigiano versa i contributi in misura fissa per €/anno 3.700 e se supera il reddito di 15.710 € paga il contributo sulla differenza per il 24% (21% per gli under 21). Chi rientra nel regime forfettario ha diritto ad uno sconto del 35% sul carico contributivo complessivo. Lo vedremo dettagliatamente dopo;
  • L’ultimo step è l’iscrizione all’INAIL, dove si dovrà versare un contributo in base alla classe di rischio della propria attività.

Una volta terminati questi passaggi, arrivata la visura camerale attiva, si può iniziare a lavorare.

Giardiniere: adempimenti facoltativi

Per dare un valore aggiunto alla propria attività, il giardiniere può:

  • Stipulare una polizza RC (responsabilità civile) contro eventuali danni verso i clienti;
  • Avere un sito internet. Oggi grazie alle piattaforme CMS, avere un sito è più facile a dirsi che a farsi;
  • Avere un blog o un canale social (FB, istagram, Youtube) dove scrivere ed esporre i propri consigli sul gairdinaggio.

Giardiniere: contabilità e tasse

Il giardiniere è una professione artigiana che viene svolta principalmente in forma individuale. Il trattamento giuridico e fiscale è quindi quello della ditta individuale.

La ditta individuale può scegliere tra due forme di gestione contabile e fiscale: il regime semplificato e il regime forfettario.

Regime Forfettario
€ 299 all'anno
Non obbligatorieta della tenuta delle scritture contabili, in quanto i costi non sono deducibili;
Non si ha l’IVA in fattura;
Tasse al 5% (per le start-up) e al 15% sulle restanti;
Nessuna ritenuta d’acconto in fattura;
NO fattura elettronica B2B.
Possibilità di avere dei dipendenti
Nessun limite di spesa per i beni strumentali
Il regime forfettario ha un limite di fatturato annuo di € 65.000
Regime semplificato
€ 600 all'anno
Tenuta delle scritture contabili obbligatoria;
IVA in fattura;
Tasse a partire dal 23%;
Ritenuta d'acconto in fattura;
Fattura elettronica B2B obbligatoria;
 
 
 

Giardiniere: conviene il regime forfettario?

Come abbiamo visto il regime forfettario da la possibilità di pagare il 5% di tasse, contro il 23% a salire del regime semplificato.

Tuttavia nel regime forfettario non si possono portare in deduzione i costi dell’attività, come ad esempio il carburante degli attrezzi, i costi per le amterie prime, l’acquisto di un pc o un tablet ecc ecc. Cosa invece possibile nel regime semplificato.

La convenienza è quindi determinata dalla percentuale dei costi che può avere un giardiniere rispetto ai propri ricavi.

Giardiniere: coefficiente di redditività

Nel regime forfettario, le tasse e i contributi, vengono calcolati su una percentuale di reddito predeterminata dal fisco detto coefficiente di redditività.

Nel caso del giardiniere detto coefficiente è del 67%. Vuol dire che il fisco determina un percentuale di costi fissa del 33%.

La convenienza è quindi determinabile come segue: “i miei costi come giardiniere sono maggiori del 33%?

Oltre a questi elementi puramente matematici teniamo in considerazione che nel regime forfettario non si hanno IVA e ritenute, minori adempimenti e il commercialista costa meno.

Inoltre il giardiniere, dato che si trova nel regime INPS artigiani e commercianti ha diritto ad una riduzione forfettaria del 35% sia sui contributi fissi (da 3700 a 2400) sia sui variabili (24%).

Insomma: il linea generale dovrebbe convenire.

Regime forfettario 299 euro all'anno

Calcolo tasse giardiniere

Vediamo un caso pratico per capire il funzionamento del calcolo delle tasse per il giardiniere nel regime forfettario:

Un giardiniere decide di aprire la partita iva nel regime forfettario a inizio 2019. A fine anno realizza un fatturato di 18.000 €.

  1. Calcolo della base imponibile 67% su 18.000 (12.060 €)
  2. Dedurre dall’imponibile i contributi pagati da gennaio a dicembre (3 rate da 640 €) 1.920 -> (12.60-1.920)= 10.140
  3. Calcolo delle tasse del 5% su 10.140 € (507 €)

L’eccedenza dei contributi non si paga in quanto la base imponibile determianta dal coefficiente di redditività non supera i 15.710 €.

Le tasse e i contributi variabili vanno versati nell’estate dell’anno venturo (2020) fino a 6 rate, mediante il modello F24.

I contributi fissi si versano sempre mediante F24, ma in quattro rate annuali il giorno 16 dei mesi maggio, agosto, novembre e febbraio (dell’anno successivo).

I contributi pagati durante il 2020 verranno portati in deduzione l’anno successivo.

PROIEZIONE TASSE- CONTRIBUTI ANNI 2019-2020

20192020
RICAVI  18.000,00 €  25.000,00 €
BASE IMPONIBILE 67%  12.060,00 €  16.750,00 €
CONTRIBUTI PAGATI    1.920,00 €    2.400,00 €
BASE IMPONIBILE FIN.  10.140,00 €  14.350,00 €
TASSE 5%        507,00 €        717,50 €
CONTRIBUTI        184,89 €

Giardiniere: fatturazione

Il giardiniere come qualsiasi altro artigiano, deve fatturare i propri lavori. Nel caso del giardineire nel regime semplificato dovrà emettere fattura elettronica, mentre nel regime forfettario può emettere fattura “cartacea”.

Giardiniere: fatturazione e bonus verde

Il bonus verde è una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2019 per i seguenti interventi:

  • Sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La fatturazione deve contenere gli elementi chiave del lavoro di giardinaggio, il quale dovrà essere pagato mediante bonifico bancario “speciale”, messo a disposizione da tutti gli istituti di credito convenzionati con l’ente tributario.

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Aprire la partita iva per il giardiniere è un operazione piuttosto semplice e gratuita. E' sufficiente compilare il modello AA9/12, in tutti i suoi campi e spedirlo all'Agenzia delle Entrate. Nel modello va inserito il codice attività, o codice ATECO. Per il giardiniere è il 81.30.00. Nel regime forfettario, le tasse e i contributi, vengono calcolati su una percentuale di reddito predeterminata dal fisco detto coefficiente di redditività. Nel caso del giardiniere detto coefficiente è del 67%.
Author
Gianmaria@

Tributarista accreditato Blogger Studio di diritto fiscale e tributario

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