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Le responsabilità dell’amministratore in seguito alla cessazione della società

Le responsabilità dell’amministratore in seguito alla cessazione della società

Le responsabilità dell'amministratore

Le responsabilità dell’amministratore in seguito alla cessazione della società

ATTO AUTONOMO PER LE CONTESTAZIONI A LIQUIDATORI, SOCI ED EX AMMINISTRATORI DI SRL CANCELLATE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE.

La responsabilità del liquidatore, dei soci e degli amministratori di una S.r.l. estinta non ha valenza tributaria ma deve essere ricondotta nella sfera del diritto civilistico attraverso la notifica agli stessi soggetti di un atto impositivo autonomo e motivato rispetto a quello esperito nei confronti della società.

Lo ribadisce, seguendo ormai un consolidato orientamento giurisprudenziale, la Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 28401/2020 depositata il 14 dicembre scorso.

Le responsabilità dell’amministratore: cosa cambia?

Si tratta di una conclusione che riafferma alcuni principi riguardanti la responsabilità del liquidatore per le imposte dovute e non pagate dalle società di capitali cancellate dal Registro delle Imprese, così come affermata dall’art 36 del Dpr 602 del 1973. La fattispecie in relazione alla quale sono stati ribaditi tali principi è la seguente.

Il liquidatore ed ex socio di una S.r.l., nei cui confronti l’Agenzia delle Entrate aveva esperito un avviso di accertamento, si vedeva recapitare una cartella esattoriale fondata sull’accertamento stesso e motivata con l’affermata coobbligazione in solido tra il liquidatore e società per la pretesa tributaria avanzata nei confronti di quest’ultima.

L’Agenzia delle Entrate, soccombente nei due gradi di giudizio, vedeva respinte le proprie doglianze anche dai giudici di legittimità con l’ordinanza in oggetto, dove rilevavano come l’Ufficio avesse notificato al liquidatore in proprio la pretesa tributaria facente capo alla società estinta senza fare cenno nell’atto impositivo alle circostanze sui cui si fondava la responsabilità del liquidatore stesso. Il citato art. 36 del Dpr 602/1973 infatti fissa una particolare responsabilità:

  • per i liquidatori che abbiano soddisfatti crediti di ordine inferiore a quelli tributari o abbiano assegnato ai soci beni senza non prima aver soddisfatto i crediti tributari
  • per gli amministratori che hanno compiuto nel corso degli ultimi due periodi precedenti alla messa in liquidazioni operazione di liquidazione ovvero abbiano occultato attività sociali anche mediante omissioni delle scritture contabili
  • per i soci cha abbiano ricevuto dagli amministratori, nel corso degli ultimi due periodi di imposta precedenti alla messa in liquidazione, denaro o altri beni sociali in assegnazione o che abbiano avuto in assegnazione beni sociali dai liquidatori durante il periodo della liquidazione. Si precisa che la responsabilità in oggetto opera nei limiti del denaro e dei beni ricevuti.

Le responsabilità dell’amministratore: le motivazioni della Cassazione

La Suprema Corte ha sottolineato che la responsabilità come sopra elencata è responsabilità per obbligazione propria ex lege avente natura civilistica e non tributaria, non ponendo alcuna successione o coobbligazione nei debiti tributari a carico del liquidatore   quando la società sia cancellata dal registro delle imprese.

La responsabilità di quest’ultimo è infatti estranea alla realizzazione di fatti indicativi di capacità contributiva riguardando esclusivamente l’adempimento dei propri obblighi e come tale ascrivibile alla sfera del diritto civile.

Questo principio veniva rimarcato dalla Suprema Corte nell’ordinanza in oggetto dal richiamo alla natura risarcitoria verso il creditore contenuta nell’articolo 1218 del Codice civile. Nella sostanza trattasi di un debito distinto dall’obbligazione tributaria della società, anche se a quest’ultima commisurata, da accertarsi con atto notificato ai sensi dell’articolo 60 del D.p.r. 600/1973 e contenente una motivazione aderente ai presupposti indicati nella norma sopra richiamata.

In sostanza, secondo i giudici di legittimità, la responsabilità dei liquidatori, degli ex amministratori e dei soci deriva nella sostanza da un’obbligazione tributaria non assolta della società che si concretizza solamente nell’ipotesi in cui l’imposta sia stata accertata in capo alla stessa.

Le responsabilità dell’amministratore: come difendersi?

Occorre quindi che il credito dell’amministrazione risulti essere certo al momento dell’estinzione dell’ente collettivo e solo allora il liquidatore può essere chiamato a rispondere in base al disposto dell’art. 36 del D.p.r. 602/1973 ovviamente solo nei limiti in cui l’obbligazione tributaria non sia stata assolta dalla società.

 

 

 

Gianmaria@

Tributarista accreditato Blogger Studio di diritto fiscale e tributario

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