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Lo Studio Professionale VS il COVID-19, riflessione di un giovane professionista

Lo Studio Professionale VS il COVID-19, riflessione di un giovane professionista

Lo Studio Professionale VS il COVID-19

Lo Studio Professionale VS il COVID-19, riflessione di un giovane professionista

Sono solito sul mio blog di non trattare argomenti che esulano dalla mera attività lavorativa e informativa, che io e i miei collaboratori cerchiamo di tenere al passo con in cambiamento continuo delle norme, specie in quest’ultimo anno.

Scrivo questo articolo di getto, come una riflessione personale e professionale che vorrei condividere con Colleghi, clienti e lettori vari del mio Blog.

Premetto che la crisi che ci sta colpendo è determinata da un Virus che nessuno ha voluto e che sicuramente noi non siamo quelli che stiamo peggio. Nonostante ciò però, la crisi ci colpisce in modo diretto ed indiretto su più fronti.

Lo Studio Professionale VS il COVID-19: il primo lockdown

Se per molti il primo lockdown di marzo ed aprile del 2020, è stato vissuto in casa, panificando oppure facendosi le vasche intorno al tavolo da cucina, noi professionisti l’abbiamo passato in Studio a lavorare sulle mille normative ed aiuti che stavano uscendo in quel periodo; azzardo a dire “in prima linea”. Sì perché è vero lo smartworking ma mi spiegate come posso portarmi a casa un archivio di svariati chilometri cubi di carta? Infatti, in molte regioni, io parlo per il Piemonte, i titolari di Studio potevano andare, in quanto come ha detto qualcuno “può evitare lo smartworking e muoversi chi offre un servizio indispensabile”. In quel periodo infatti, era a nostro carico i famosi ristori INPS conosciuti meglio come “i 600 euro”, la cassa integrazione, la richiesta del Fondo di Garanzia per le PMI eccetera.

Ora non so chi leggerà questa riflessione, ma io personalmente ho uno Studio formato principalmente da PMI , artigiani commercianti e liberi professionisti vari, i famosi “piccoli”; tanto lavoro distribuito su tanti clienti.

Sappiamo bene oggi, nel 2021, che chi è stato maggiormente colpito dalla crisi sono i piccoli, coloro che hanno le spalle piccole, che vivono alla giornata e che erano già in crisi prima del Covid. Chiaramente il cliente piccolo ha un buon rapporto con il professionista, spesso molto personale, basato sulla fiducia reciproca. A volte le parcelle tardano, ma si trova sempre la soluzione.

Con l’arrivo del COVID, questi imprenditori già in crisi, disperati per la situazione, chiusi forzatamente a casa, cosa potevano fare se non almeno chiedere gli “aiuti” di Stato? Ovvio.

Scoppia il finimondo: procedure complesse (non mi vergogno ad ammetterlo, pure per noi professionisti), siti non funzionanti di istituti che non voglio nominare, ritardi nei pagamenti o pagamenti non tutt’ora arrivati eccetera.

Ora, parliamone: ma un professionista che blocca completamente il suo Studio e lo mette a disposizione per aiutare i clienti a chiedere tutti questi aiuti, sostiene dei costi. Penso che tutti possano convenire a tale tesi.

Lo Studio Professionale VS il COVID-19: la mancanza di risorse per i professionisti

Nel periodo della prima ondata, la priorità erano i bonus e diciamo che essendo state stoppate temporaneamente tutte le scadenze, era più facile gestire il lavoro con le proprie risorse di Studio.

Nella seconda fase, dopo le riaperture (per fortuna), sono iniziati ad emergere i problemi per lo più organizzativi per gli Studi. Faccio l’esempio per chi fa le paghe e consulenza del lavoro: la stampa cedolini e l’invio Uni-emens, la stampa degli F24 eccetera hanno scadenze molto rigorose che gli Studi devono rispettare ed hanno dovuto rispettare nonostante il Covid. Il tutto deve essere gestito in mezzo al caos della richiesta della cassa integrazione, tra mille problemi, tra mille incertezze. Per non parlare delle migliaia di chiamate dei clienti in ansia (giustamente) e in attesa di questi “aiuti”.

Insomma, ricapitolando: scadenze non sempre prorogate o prorogate all’ultimo momento, nuove scadenze dei bonus con piattaforme non sempre funzionanti. Parola d’ordine: CAOS.

Con le scadenze incerte, nuovi adempimenti derivanti dia bonus ecc, cosa dovrebbe fare uno Studio? Potenziarsi. Ma come se i clienti in crisi non possono pagare? Inoltre tanti dei bonus elargiti non hanno sfiorato minimamente i professionisti, che, come già citato prima “hanno potuto lavorare durante la pandemia”. Tutto ciò condito da non sempre molta collaborazione da parte degli enti. Con lo smartworking e i nuovi protocolli di contenimento del virus, enti come Agenzia Entrate, l’Esattoria, l’INPS, l’INAIL eccetera lavorano al x % (x sta per una percentuale che non voglio dire per non farmi “bannare” dall’internet).

Lo Studio Professionale VS il COVID-19: le possibili soluzioni sociali

Quindi qual è la soluzione: sinceramente non lo so e non voglio criticare le varie scelte politiche, se realmente ci sono, ma sicuramente ritengo che molti bonus potevano essere gestiti in autonomia da parte degli enti che grazie ai c.d. “big data” hanno già tutto per quanto riguarda i contribuenti, compresi i conti correnti ove elargire i bonus. Dall’altra parte, dato che qualcuno dice che siamo importanti per la società, magari qualche aiuto in più per potenziare e formare il nostro personale non sarebbe male:  esempi come sgravi contributivi per l’anno corrente, finanziamenti agevolati per il potenziamento dello Studio eccetera, così da accrescere i comparti dediti al welfare dei clienti.

Infine un suggerimento a tutta la politica: litigarvi così in questo periodo, lasciando nella totale incertezza la cittadinanza, non è sicuramente una bella figura.

Gianmaria@

Tributarista accreditato Blogger Studio di diritto fiscale e tributario

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